Associazione Bellunese
Volontari del Sangue

Associazione Bellunese Volontari del Sangue

Ieri, Oggi, Domani

L’ABVS è un’associazione costituitasi nell’agosto del 1951 con lo scopo di sopperire alle necessità di sangue dell’Ospedale Cittadino. La mission associativa è compiutamente condensata nell’art. 2 dello Statuto che così recita:

L’Associazione non persegue alcuna finalità politica o di lucro, non ammette discriminazioni di sesso,
nazionalità, razza, lingua, religione, persegue i seguenti scopi:

  • promuove: la donazione del sangue, la propaganda e la diffusione di notizie atte a far meglio conoscere i problemi concernenti la trasfusione del sangue e le sue applicazioni;
    assiste in campo morale, medico e culturale i volontari iscritti;
  • compie studi, ricerche e qualsiasi altra attività concernenti il prelievo, la conservazione, la trasformazione e l’impiego del sangue umano;
  • vigila sul buon utilizzo del sangue donato;
    coopera con soggetti privati, pubblici ed altre associazioni per meglio realizzare i propri scopi.

La nuova sala Convegni e l'intitolazione al Cav. Aldo Antole

Alle soglie del 70° anniversario della fondazione dell’Associazione è venuto a mancare uno dei pilastri fondamentali dell’Abvs: il Cavalier Aldo Antole.
Entrato a far parte del consiglio provinciale nel 1978, ha per tutti questi anni contribuito in prima persona al continuo miglioramento dell’organizzazione della Associazione, sia all’interno che all’esterno ideando e migliorando sistemi organizzativi e recependo nel miglior modo possibile le esigenze del servizio trasfusionale. Ha operato fino all’ultimo su soluzioni per temi di attualità inerenti l’Associazione.
L’attuale sede associativa è il risultato della sua grande preparazione tecnica e organizzativa.

I risultati

È quindi con molto orgoglio che l’Associazione ha voluto condividere gli importantissimi risultati di questa ricerca a cui ha, seppur in piccola parte contribuito. Gli studi si sono concentranti sulle proprietà e le possibili applicazioni di particolari emocomponenti chiamati membrane leuco-fibrino-piastriniche. Tali membrane sono ottenute tramite la concentrazione di alcuni componenti del sangue (piastrine, globuli bianchi, fibrina e cellule staminali circolanti) sino a formare una sorta di pasta estremamente malleabile e facile da suturare. 

Le proprietà meccaniche di questo prodotto sono eccellenti: le membrane possono essere allungate sino al 150% della loro misura iniziale e mantengono tali proprietà fino a 14 giorni a partire dalla loro creazione. Ma è nell’applicazione in vivo che le caratteristiche di questa membrana sono sorprendenti: la stessa, infatti, è in grado di trasportare localmente fattori di crescita spronando la  rigenerazione di tessuti danneggiati (cartilagine, tendini ma anche cute). Proprietà importantissime se pensiamo che le cellule
generate grazie alla membrana presentano le caratteristiche genetiche delle cellule staminali: il cui compito, in termini per non addetti ai lavori, è di creare tutte le tipologie di cellule di cui il nostro corpo necessità. 

È proprio il caso di dire: miniera di… cellule!

Peculiare è anche la capacità della membrana di non trasportare fattori infiammatori e di essere quasi totalmente biodegradabile, il che le consente di lasciare spazio al tessuto rigenerato.

Questi risultati, sopra espressi in maniera molto semplice, sono stati presentati anche ad un congresso internazionale a Dublino e ad un congresso nazionale a Roma, ricevendo grande riscontro da parte della comunità medico-scientifica in quanto aprono importanti prospettive nell’ambito della medicina rigenerativa.